Due chiacchiere con Giuseppe di Vinatteria Zolfo

Come nasce Vinatteria Zolfo?
Il locale è nato il 7 dicembre 2011. L’idea di fondo è stata quella di creare un salotto di casa dove venire a leggere un libro, lavorare al pc o anche fare due chiacchiere, gustando dell’ottimo vino. Sono sempre stato appassionato di enologia, così dopo la laurea in marketing, ho deciso di riversare la mia passione in questo winebar. Il nome “Vinatteria” prende spunto da “Vinattiere”, un termine della Firenze rinascimentale che indicava il venditore di vino. Il resto lo ha fatto il mio cognome.

Qual è la vostra filosofia?
Ciò che contraddistingue questo bistrot sono ricerca e passione. Viaggio moltissimo per le fiere di settore per individuare prodotti assolutamente esclusivi e lontani da quelli che consumiamo quotidianamente, puntando molto su quelli biologici ed ecosostenibili. Anche nel settore food siamo molto attenti alle materie prime di alta qualità. Siamo a due passi dal mercato coperto, e questo ci facilita nell’utilizzo di prodotti a km 0. Abbiamo una buona varietà di prodotti gluten free. I piatti che prepariamo, come gli aperitivi a base di foie gras, Pata Negra o sushi, sono sempre molto ricercati, da abbinare ad un’ampia carta del buon bere.

Cosa lo rende speciale?
Cerco di non annoiare mai i miei clienti, organizzando serate ed iniziative ad hoc e variando costantemente l’offerta nel food e nel beverage. Almeno un paio di volte alla settimana individuo circa 5/6 etichette di vini rossi, bianchi e di bolle, selezionando almeno un abruzzese per categoria perché sono profondamente convinto dell’importanza della valorizzazione del territorio. A questi affianco almeno un vino straniero nel tentativo di diffondere la cultura del buon vino. Stesso discorso vale per le birre: cerco di proporre almeno una birra artigianale italiana ad una straniera. Inoltre siamo molto attenti ai superalcolici. I cocktail che creiamo sono fatti utilizzando bevande di grande qualità e mai scontate.