Due chiacchiere con Elisabetta e Dario de L’Officina delle Invenzioni

Come nasce L’Officina delle Invenzioni?
L’Officina delle Invenzioni è un contenitore di idee. Da Arago Design alla Musa ovina, sono tantissimi i progetti legati al mondo del design che portiamo avanti con passione. Dopo un inizio all’Università di Architettura, ci siamo trasferiti a quella di Disegno Industriale allo IUAV di Venezia. Ci siamo imbattuti nell’argilla per caso, ma è stato amore a prima vista. Abbiamo iniziato una costante attività di sperimentazione e nel 2004 abbiamo fondato “Arago Design”, uno studio di progettazione e ricerca, un marchio dedicato alla creazione di moderni oggetti realizzati in ceramica, antichissimo ed eterno materiale.

Qual è la vostra filosofia?
Abbiamo iniziato a lavorare sulle icone abruzzesi per stimolare la costruzione di un’identità regionale forte. Attingendo alla cultura gastronomica, abbiamo realizzato delle neole in ceramica, che hanno ricevuto la Menzione d’Onore della prima edizione del Premio Design Abruzzo 2013. Poi ci siamo dedicati allo studio del territorio dando vita al “GranSassolino”, un vaso in ceramica per singoli fiori. Abbiamo portato entrambe queste icone anche al Salone del Mobile a Milano. Inoltre da circa un anno siamo impegnati nel Progetto Musa, una pecora con testa e zampe in ceramica e manto realizzato in lana infeltrita a secco con i decori delle coperte di Taranta Peligna. Attorno alla Musa abbiamo avviato un’intensa attività di merchandising per mostrare che parlare di ceramica significa parlare di cultura ed economia allo stesso tempo.

Cosa lo rende speciale?
La riconoscibilità delle icone della nostra tradizione produce un impatto emotivo su chi guarda i nostri oggetti. Mostrare inoltre che la ceramica è una materia ancora viva ed attuale genera un effetto sorpresa che affascina moltissimo. Ecco perché siamo stati spesso autori di attacchi creativi, vere provocazioni artistiche con protagonista la ceramica.