Due chiacchiere con Pietro di La Bresciana

Come nasce La Bresciana?
In origine questo negozio era una macelleria. Nel 1948, Noemi, una signora di Brescia, venne in Abruzzo, se ne innamorò e aprì una macelleria appunto. Nel dopoguerra però erano in pochi ad acquistare la carne. Così il negozio divenne una latteria dove oltre ai latticini si vendevano dolciumi vari. Via via con gli anni l’attività si specializzò sempre di più nella pasticceria e i pescaresi divennero clienti fidati della “bresciana”. Nel 1964 mio padre, che già aveva esperienza nel campo della pasticceria, acquistò l’attività, chiamandola come tutti ormai la conoscevano. Sono praticamente nato qui dentro e oggi sono io a gestire questa cremeria che nel cuore di Pescara produce gelati, creme, panne con le quali vengono farciti maritozzi, bombe e altre leccornie.

Qual è la vostra filosofia?
La qualità è la base per quest’attività. L’unico elemento che davvero paga alla lunga. Ogni cosa qui è fatta secondo standard elevati e ricette tradizionali. Addolcire i pescaresi con le specialità della Bresciana è per me una vera missione.

Cosa lo rende speciale?
Le ricette semplici senza ombra di dubbio. La crema, la panna che produciamo qui sono fatte seguendo le ricette classiche. Gli unici “trucchetti” sono quelli appresi con il tempo e con la lunga esperienza. E’ questo che ha decretato il successo dei maritozzi, mostaccioli, bombe o dei nostri frappè.