Due chiacchiere con Marco di Birrificio Leardi

Come nasce Birrificio Leardi?
Il locale nasce alla fine di settembre 2013 come luogo per degustare le birre artigianali prodotte nell’azienda creata insieme ai miei due fratelli Gianni e Vittoria, mia moglie Alessandra e mia cognata Daniela. Quello precedente sempre su via Cesare Battisti era quasi esclusivamente un punto vendita, nel quale avevamo installato una spillatrice per permettere ai clienti un assaggio pre-acquisto delle nostre birre, la cui produzione è iniziata nel 2012. Ci siamo accorti però che chi veniva a comprare aveva piacere a fermarsi per uno scambio di opinioni. Così abbiamo deciso di allargarci e a fine settembre abbiamo aperto il nuovo locale, dove poter degustare i nostri prodotti, taglieri di specialità abruzzesi e particolari ricette.

Qual è la vostra filosofia?
La birra è viva e si rinnova continuamente. Ti permette di giocare con un numero infinito di ingredienti dando vita a sapori sempre diversi. Una volta create le ricette per le birre mi diverto continuamente ad aggiornarle per produrre qualcosa di sempre nuovo per i nostri clienti. Inoltre ci piacerebbe riuscire a diffondere una vera cultura della birra. Per questo, ospitiamo corsi di degustazione.

Cosa lo rende speciale?
Speciali sono le nostre birre. La birra è femmina, ecco perché le sei etichette che abbiamo prodotto fino ad oggi hanno tutti nomi di donna. Anita Blond è una Pale Ale, una bionda, molto bilanciata nel rapporto dolce-amaro; Emmamara è una Ipa, ambrata, ricca di profumi di frutta gialla e spezie; Sofi Strong, una Belgian Strong, una rossa da 8,2 gradi. Sara Weiss è una classica birra cruda, di grano, molto estiva e non molto alcolica. Fatina nera, omaggio a nostra madre, è una Porter vecchio stile inglese. Ultima arrivata è la Blanche Cabiria, che, in occasione del 150esimo anno dalla nascita di Gabriele d’Annunzio, prende il nome dal film muto sceneggiato proprio dal Vate.